ISTITUTO TECNICO STATALE ECONOMICO RAFFAELEPIRIA
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A Tropea doppio premio di Poesia per due allieve dell’ITE Piria

Nel suo celeberrimo discorso, tenuto a Stoccolma il 12 dicembre del 1975, Eugenio Montale si chiese, dubbioso, se fosse ancora possibile quella “malattia assolutamente endemica ed incurabile” che è la poesia, “frutto di solitudine ed accumulazione”.

Preoccupazione condivisibile ancora oggi, certamente, quando si guardi all’atteggiamento distaccato e scientista della società tecnologica avanzata, oppure alla concretezza sfiduciata di chi percorre i sentieri della vita, irti di quotidiane controversie nei cui confronti la poesia nulla può, perché “prodotto assolutamente inutile”, anche se “quasi mai nocivo”. Ma, in controtendenza, va l’esperienza laboratoriale di lettura e scrittura poetica, vissuta dagli allievi del nostro Istituto , i cui risultati lusinghieri  sono testimonianza di un interesse vivace e critico, premiato, domenica, 28 maggio, alle ore 17:00, nella chiesa di Santa Chiara a Tropea, durante una cerimonia, che ha concluso la 14° edizione del Premio Internazionale di Poesia ”Tropea: Onde Mediterranee”. Il concorso, promosso dall’Associazione “Tropea: Onde Mediterranee”, presieduta con professionalità e dedizione dal prof. Pasquale De Luca, è rivolto ad un pubblico internazionale e si pone lo scopo di divulgare la cultura ed in particolare l’arte poetica. La giuria di qualità ha così deciso. Nella Sezione I, settore C, sono state premiate le alunne Alessia Sinicropi, (classe IVF AFM), che si è classificata al secondo posto e l’alunna Martina Siclari (classe IVF AFM), che si è classificata al terzo posto. L’ambito riconoscimento, che, per il secondo anno consecutivo, ha come destinatari gli allievi del nostro Istituto, conferma la comunità scolastica nella bontà dell’azione svolta, perché diremmo con Giovanni Pascoli che “La poesia, per ciò stesso che è poesia, …giova alla moralità, alla civiltà, alla patria, alla società”…”I poeti hanno abbellito, agli occhi, alla memoria, al pensiero degli uomini, la terra, il mare, il cielo, l’amore, il dolore, la virtù” per poi “riconfondersi nella natura.”

Dal secolo scorso, il processo di democratizzazione delle arti, poesia compresa, ha inevitabilmente portato con sé la trasformazione dell’arte poetica in “prodotto artistico”, sottoponendola ad un destino, sempre più rapido, di uso e consumo. E’, tuttavia, innegabile che la lettura, lo studio ed anche la composizione poetica siano fenomeni presenti nelle società, e che attraversino trasversalmente tutte le generazioni, ad ogni latitudine. E se Montale poteva, con preoccupazione, additare quell’”orrore della solitudine” che angoscia i giovani, non si può negare che, forse proprio da quella solitudine nasca il mistero della poesia in ogni tempo. La parola che diventa canto ad esprimere l’inesprimibile è, spesso, un incontro che nasce da un’occasione, ma non occasionalmente. Così definì quell’incontro Pablo Neruda:

“Accadde in quell’età…la Poesia

venne a cercarmi. Non so da dove

sia uscita, da inverno o fiume”.

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