ISTITUTO TECNICO STATALE ECONOMICO RAFFAELEPIRIA
Menu

Itinerario attraverso i paesaggi della Calabria

Si è svolta giorno 28 ottobre, alle ore 11:00, presso l’Aula Magna dell’I.T.E. “R. Piria” di Reggio Calabria la manifestazione conclusiva dell’iniziativa “Libriamoci. Giornate di lettura nelle scuole”, promossa dal MIUR. Il tema-guida dell’iniziativa, della presente annualità, è stato: “Lettura e ambiente”. La tematica ha catalizzato l’attenzione degli studenti, non solo incoraggiando e promuovendo la buona pratica della lettura, ma diffondendo e motivando l’attenzione per l’ambiente ed il paesaggio, in particolare quello calabrese, intorno al quale si sono articolate le letture. Gli ospiti che hanno partecipato all’iniziativa, nel lodare l’impegno degli alunni ed i risultati conseguiti, hanno sottolineato il valore della lettura e della cultura nella formazione umana. In particolare, nel corso del suo intervento, il prof. G. Bombino, Presidente dell’Ente Parco dell’Aspromonte, ha svolto per gli alunni del nostro Istituto una lectio magistralis di alto valore scientifico, in cui, nell’esporre le motivazioni che hanno sostenuto la candidatura del Parco Nazionale dell’Aspromonte ad entrare nella Rete dei Geoparchi dell’Unesco, ne ha esplicitato l’unicità nella storia geologica d’Italia. Oggi il Parco d’Aspromonte è una realtà complessa, che custodisce una ricca biodiversità da conoscere, amare, tutelare. I successivi interventi dell’arch. A. Rugolo della Protezione Civile Calabria e dell’arch. R. Gangemi, Capo Delegazione del F.A.I. di Reggio Calabria hanno sottolineato la necessità di tutelare il territorio, pianificare adeguate opere di prevenzione, svolgere un’assidua opera di vigilanza attiva per arginare danni all’uomo ed all’ambiente.

Il percorso svolto dagli alunni dell’Istituto è stato un itinerario alla scoperta della bellezza dei luoghi del cuore, quella bellezza che si spera torni ad essere “un premio per chi l’ha cercata a lungo” (F. Cassano). In realtà, bisognerebbe ascrivere alla categoria del sublime la forza maestosa dei paesaggi calabresi “veri capolavori di architettura naturale”, come li definì G. Isnardi ed avere il coraggio di rapportarsi con la natura, comprendere ed accettare il senso del proprio limite e della propria finitezza finalmente rinunciando a quella pretesa antropocentrica, velleitaria quanto irrealistica, che ha spesso alimentato la volontà di assoggettare, sfruttare e distruggere. Eppure, solo di fronte allo spettacolo del paesaggio naturale lo spirito umano può ancora rimanere ammirato per quel senso di “benigno mistero che ne traspare” e per quella capacità di “religare” l’uomo a sé, determinando l’unicità di ogni cultura, che riproduce, come sostiene E. Turri “nelle proprie opere e nelle proprie istituzioni, il profondo, peculiare adattamento all’ambiente locale”. Dunque, ripensare all’ambiente, conoscendolo ed amandolo, ci consente di recuperare la cifra più autentica di quella identità culturale che la spinta planetaria all’omologazione rischia di cancellare per sempre. Così, vorremmo porci con F. Bevilacqua la domanda: ”…dura ancora il fascino della Calabria, regione di frontiera tra natura e cultura, sospesa  a cavallo tra due mondi, il Mediterraneo, mare dei progenitori, della storia e l’Europa caotica dei moderni?” Come A. Stasiuk, anche noi vorremmo confermare che, non solo dura ancora quel fascino, per molti versi incontaminato, di terra austera ed avvolta dal mistero, ma che deriva, in gran parte, dalla non omologazione con quei luoghi che hanno scelto l’uniformità. Noi crediamo ancora che questo patrimonio di diversità costituisca valore e vada preservato.

Related posts